Il paese che non cambierà.

Ancora una volta, i politici devono essere migliori di quelli che li hanno votati, e migliori di quelli che sono chiamati a governare. Chiunque ricopra un incarico di responsabilità deve essere scelto tra i migliori, dopo averne dato prova e continuando a darne prova.
Ma che stanchezza, e che inutilità nel dover continuare a registrare in questo paese la stessa ignoranza, la stessa rozzezza, lo stesso razzismo, la stessa violenza di sempre, nelle parole di chi, in un modo o nell’altro, “conquista” e detiene posizioni di potere. Un continuo e nauseante deja vu.

     “mangiatori di banane” 
Dal gretto ed inutile modo del calcio ce lo si poteva purtroppo aspettare, alla faccia di chi ancora crede che si tratti di correre dietro ad un pallone e fare goal come quando eravamo ragazzini. Quel tizio l’ha detta la sua frase razzista, non l’ha di certo smentita, ed è stato votato comunque, e ora ricopre un incarico istituzionale che rappresenta lo sport italiano. Senza ritegno, si avanti comunque, giustificando e mistificando ed ingannando. Deja Vu.

      “gli italiani (bbrava ggente) sono stanchi dei vù cumprà”
Dalla nostra politica, purtroppo ce lo si doveva comunque aspettare. In molti altri paesi, una frase come quella del sig. Alfano avrebbe avuto conseguenze gravi; ma che stanchezza continuare a ripeterlo come una litania: noi non siamo quei paesi. E non lo saremo. E quella specie di ministro è lì, sereno, e sereno perché nessuno di noi gli dice con chiarezza che se un politico usa un terribile epiteto razzista come quello usato da lui deve andarsene (affanculo anche, ma prima di tutto andarsene)
Deja Vu.

     “selfie con i ribelli”
Da pdl e lega nord poi te lo devi aspettare il rutto razzista e violento, d’altronde è l’essenza della loro violenza e della loro ignoranza. Poverini. Per cui qualcuno di loro è pronto ad attaccare le due ragazza rapite in Siria, che in una vera missione di pace, vengono accusate invece di “turismo della pace”. In effetti, detto da chi passa la vita ad inveire contro chiunque in un bar tra aperitivo e grappe, è un vero commento di alta politica internazionale.
Deja Vu.

Ancora una volta, il problema è che questi signori (quasi sempre uomini, vi dice niente?), un certo Tavecchio, un certo Alfano, un certo Stefano Clerici, dovrebbero essere migliori dei discorsi da bar, dovrebbero capire la pancia e rispondere di testa, invece di vomitare luoghi comuni violenti.
Ma loro, vi svelo questo segreto, sono semplicemente razzisti. 
Sono razzisti, tutto qua.

Ed il problema saremo sempre anche noi, che non riusciamo a diffondere consapevolezza, che non riusciamo ad opporci in modo sufficiente, che non riusciamo. 
Ed il problema continuerà ad essere anche quelli che comunque si abboneranno alle pay tv per il calcio (“vabbè, ha detto una minchiata”)
Il problema continuerà ad essere anche chi continuerà a votare destre, razzisti, e soprattutto finti democratici, giovani rottamatori fasulli e carini finti progressisti, e tutta la “carovana der cazzaro”
Il problema continuerà a stare anche dove ci sono quelli che “vabbè, dicono minchiata, ma sapessi come amministrano bene a Strugnate di Sotto”…

Questo paese non c’è l’ha, un futuro

Il paese che non cambierà.

Ancora una volta, i politici devono essere migliori di quelli che li hanno votati, e migliori di quelli che sono chiamati a governare. Chiunque ricopra un incarico di responsabilità deve essere scelto tra i migliori, dopo averne dato prova e continuando a darne prova.
Ma che stanchezza, e che inutilità nel dover continuare a registrare in questo paese la stessa ignoranza, la stessa rozzezza, lo stesso razzismo, la stessa violenza di sempre, nelle parole di chi, in un modo o nell’altro, “conquista” e detiene posizioni di potere. Un continuo e nauseante deja vu.

“mangiatori di banane”
Dal gretto ed inutile modo del calcio ce lo si poteva purtroppo aspettare, alla faccia di chi ancora crede che si tratti di correre dietro ad un pallone e fare goal come quando eravamo ragazzini. Quel tizio l’ha detta la sua frase razzista, non l’ha di certo smentita, ed è stato votato comunque, e ora ricopre un incarico istituzionale che rappresenta lo sport italiano. Senza ritegno, si avanti comunque, giustificando e mistificando ed ingannando. Deja Vu.

“gli italiani (bbrava ggente) sono stanchi dei vù cumprà”
Dalla nostra politica, purtroppo ce lo si doveva comunque aspettare. In molti altri paesi, una frase come quella del sig. Alfano avrebbe avuto conseguenze gravi; ma che stanchezza continuare a ripeterlo come una litania: noi non siamo quei paesi. E non lo saremo. E quella specie di ministro è lì, sereno, e sereno perché nessuno di noi gli dice con chiarezza che se un politico usa un terribile epiteto razzista come quello usato da lui deve andarsene (affanculo anche, ma prima di tutto andarsene)
Deja Vu.

“selfie con i ribelli”
Da pdl e lega nord poi te lo devi aspettare il rutto razzista e violento, d’altronde è l’essenza della loro violenza e della loro ignoranza. Poverini. Per cui qualcuno di loro è pronto ad attaccare le due ragazza rapite in Siria, che in una vera missione di pace, vengono accusate invece di “turismo della pace”. In effetti, detto da chi passa la vita ad inveire contro chiunque in un bar tra aperitivo e grappe, è un vero commento di alta politica internazionale.
Deja Vu.

Ancora una volta, il problema è che questi signori (quasi sempre uomini, vi dice niente?), un certo Tavecchio, un certo Alfano, un certo Stefano Clerici, dovrebbero essere migliori dei discorsi da bar, dovrebbero capire la pancia e rispondere di testa, invece di vomitare luoghi comuni violenti.
Ma loro, vi svelo questo segreto, sono semplicemente razzisti.
Sono razzisti, tutto qua.

Ed il problema saremo sempre anche noi, che non riusciamo a diffondere consapevolezza, che non riusciamo ad opporci in modo sufficiente, che non riusciamo.
Ed il problema continuerà ad essere anche quelli che comunque si abboneranno alle pay tv per il calcio (“vabbè, ha detto una minchiata”)
Il problema continuerà ad essere anche chi continuerà a votare destre, razzisti, e soprattutto finti democratici, giovani rottamatori fasulli e carini finti progressisti, e tutta la “carovana der cazzaro”
Il problema continuerà a stare anche dove ci sono quelli che “vabbè, dicono minchiata, ma sapessi come amministrano bene a Strugnate di Sotto”…

Questo paese non c’è l’ha, un futuro

1 nota 

…Until The Last Shall Be First…

<…now tom said wherever there a cop beating guy hungry newborn baby cries where fight against the blood and hatred in air look for me mom i be somebody fighting place to stand or decent job helping hand struggling free their eyes ma you see>

2 note 

"&#8230;è tutto un offendere e umiliare&#8230;"
&#8220;&#8230;urgono maschi beta&#8230;&#8221;
&#8220;&#8230;che ignorino con un sorriso o con il silenzio l&#8217;odio altrui&#8230;&#8221;


Ne facciamo un manifesto? Da far girare e circolare, e girare circolare&#8230;

"…è tutto un offendere e umiliare…"
“…urgono maschi beta…”
“…che ignorino con un sorriso o con il silenzio l’odio altrui…”


Ne facciamo un manifesto? Da far girare e circolare, e girare circolare…

Rubin “Hurricane” Carter

http://youtu.be/gGMSfiH850o


“Pistol shots ring out in the bar-room night
Enter Patty Valentine from the upper hall
She sees a bartender in a pool of blood
Cries out, “My God, they killed them all”

Here comes the story of the Hurricane
The man the authorities came to blame
For somethin’ that he never done
Put in a prison cell, but one time he could’ve been
The champion of the world

Three bodies upside down, does Patty see
And another man named Bello movin’ around mysteriously
“I didn’t do it,” he says and he throws up his hands
“I was only robbin’ the register, I hope you understand”

"I saw them leavin’", he says and he stops
One of us said, “Better call up the cops”
And so Patty calls the cops
And they arrive on the scene with their red lights flashin’
In the hot New Jersey night

Meanwhile, far away in another part of town
Rubin Carter and a couple of friends are drivin’ around
Number one contender for the middle-weight crown
Had no idea what kinda shit was about to go down

When a cop pulled him over to the side of the road
Just like the time before and the time before that
In Paterson that’s just the way things go
If you’re black you might as well not show up on the street
‘Less you wanna draw the heat

Alfred Bello had a partner and he had a rap for the cops
Him and Arthur Dexter Bradley were just out prowlin’ around
He said, “I saw two men runnin’ out, they looked like middle-weights
Jumped into a white car without of state plates”

And Miss Patty Valentine just nodded her head
Cop said, “Wait a minute, boys, this one’s not dead”
So they took him to the infirmary and though this man could hardly see
They told him, he could identify the guilty men

Four in the mornin’, and they haul Rubin in
They took him to the hospital and they brought him upstairs
The wounded man looks up through his one dyin’ eye
Says, “Why’d you bring him in here for he ain’t the guy”

Here’s the story of the Hurricane
The man the authorities came to blame
For somethin’ that he never done
Put in a prison cell, but one time he could’ve been
The champion of the world

Four months later, the ghettos are in flame
Rubin’s in South America, fightin’ for his name
While Arthur Dexter Bradley’s still in the robbery game
And the cops are puttin’ the screws to him
Lookin’ for somebody to blame

Remember that murder that happened in a bar
Remembered you said you saw the get away car
You think you’d like to play ball with the law
Think it might’ve been that fighter that you saw runnin’ that night
Don’t forget that you are white

Arthur Dexter Bradley said, “I’m really not sure”
The cops said, “A poor boy like you could use a break
We’ve got you for the motel job and we’re talkin’ to your friend Bello
You don’t wanta have to go back to jail, be a nice fellow”

You’ll be doin’ society a favor
That son of a bitch is brave and gettin’ braver
We want to put his ass in stir
We want to pin this triple murder on him
He ain’t no Gentleman Jim

Rubin could take a man out with just one punch
But he never did like to talk about it all that much
“It’s my work”, he’d say “And I do it for a pay
And when it’s over just as soon go on my way”

Up to some paradise
Where the trout streams flow and the air is nice
And ride a horse along the trail
But then they took him to the jail house
Where they try to turn a man into a mouse

All of Rubin’s cards were marked in advance
The trial was a pig-circus, he never had a chance
The judge made Rubin’s witnesses drunkards from the slums
To the white folks who watched, he was a revolutionary bum

And to the black folks he was just a crazy nigger
No one doubted that he pulled the trigger
And though they could not produce the gun
The D.A. said he was the one who did the deed
And the all white jury agreed

Rubin Carter was falsely tried
The crime was murder “One” guess who testified?
Bello and Bradley and they both baldly lied
And the newspapers, they all went along for the ride

How can the life of such a man
Be in the palm of some fool’s hand?
To see him obviously framed
Couldn’t help but make me feel ashamed
To live in a land where justice is a game

Now, all the criminals in their coats and their ties
Are free to drink Martinis and watch the sun rise
While Rubin sits like Buddha in a ten foot cell
An innocent man in a living hell

Yes, that’s the story of the Hurricane
But it won’t be over till they clear his name
And give him back the time he’s done
Put in a prison cell, but one time he could’ve been
The champion of the world”

Songwriters
Diamond, Steve / Paris, Jeff / DeMarchi, Steve / Churchi, Freddy

Published by
Lyrics © Kobalt Music Publishing Ltd., Warner/Chappell Music, Inc., EMI Music Publishing, Universal Music Publishing Group

Read more: Bob Dylan - Hurricane Lyrics | MetroLyrics

1 nota 

Leggere in apnea, tra il terrore di non riuscire a riprender fiato in tempo, e la fame nel proseguire per capire dove ti porta quel vortice.
Il cambio continuo dell&#8217;IO NARRATIVO.
Il Sudamerica nella favola terribile di un dittatore ultracentenario.
E altro che forse non hai ancora capito.
Uno dei libri più belli mai letti.
Adios. 
Ma é il bello dei grandi artisti: so che avrò i suoi libri, so che li ri-leggerò, so che ne leggerò di ancora non letti.
Adios.

Leggere in apnea, tra il terrore di non riuscire a riprender fiato in tempo, e la fame nel proseguire per capire dove ti porta quel vortice.
Il cambio continuo dell’IO NARRATIVO.
Il Sudamerica nella favola terribile di un dittatore ultracentenario.
E altro che forse non hai ancora capito.
Uno dei libri più belli mai letti.
Adios.
Ma é il bello dei grandi artisti: so che avrò i suoi libri, so che li ri-leggerò, so che ne leggerò di ancora non letti.
Adios.

2 note 

Ignoranza crea intolleranza

http://youtu.be/-ZEc6FFfRKk

Video contro pregiudizio (di destra)
I ragazzi di Zam rispondono con un loro trailer allo spot prodotto da un gruppo di mamme e pubblicitari residenti nella zona di piazza Vetra, a Milano, che chiedono lo sgombero del centro sociale nato mesi fa all’interno dell’ex scuola di via Sant’Eustorgio. I giovani del centro sociale, nel loro video autoprodotto in puro stile antagonista, raccontano le attività che si svolgono all’interno dello spazio autogestito, dall’orto alla palestra di roccia, da un bar a prezzi modici a allo spazio gioco per bambini, dai concerti alle iniziative di solidarietà. A chi li accusa di aver portato il degrado e il rumore nel quartiere a ridosso in uno dei giardini più belli in città, i ragazzi di Zam replicano spiegando che dove c’era il vuoto ora ci sono spazi sociali gratuiti e aperti a tutti. “Le lamentele e il video del sedicente gruppo di mamme ripropone tutti i peggiori cliché del pensiero di destra contro i movimenti di sinistra degli ultimi quarant’anni, tirando in ballo spacciatori, droghe, sporcizia e illegalità - dicono i militanti del centro sociale - E’ evidente che chi parla non conosce affatto la realtà di Zam: una realtà fatta di fatica, autorganizzazione, creatività e messa in gioco quotidiana delle proprie esistenze” (Zita Dazzi)

1 nota